
Farian Sabahi (1967) ha conseguito il Ph.D in Storia dell’Iran (sull’istruzione in Iran negli anni Sessanta e Settanta) presso la School of Oriental and African Studies di Londra. Per il post-dottorato ha fatto ricerca sull’economia del petrolio in Iran (contratti buy-back) e per l’assegno di ricerca sulle zone di libero scambio nell’Iran meridionale.
Nell’anno accademico 2011-2012 insegna Yémen: Histoire, politique, société alla Facoltà di Lettere dell’Università di Ginevra (primo semestre), Storia dei Paesi islamici all’Università di Torino (marzo e aprile) e Politica ed economia del medio ed estremo oriente all’Università della Valle d’Aosta (maggio). All’università della Valle d’Aosta ha tenuto, nel primo semestre, il modulo Relazioni Internazionali del Medio Oriente. Terrà inoltre un seminario alla Baku State University (in Azerbaigian).
E’ autrice di vari saggi tra cui Storia dell’Iran 1890-2008 (Bruno Mondadori, Milano 2009), Un’estate a Teheran (Laterza, Roma 2007, prefazione di Sergio Romano), Islam: l’identità inquieta d’Europa. Viaggio tra i musulmani d’Occidente (Il Saggiatore, Milano 2006, prefazione di Ferruccio De Bortoli) e The Literacy Corps in Pahlavi Iran 1963-1979 (Ed. Sapiens, Lugano 2002). Nel novembre 2010 ha pubblicato Storia dello Yemen (Bruno Mondadori).
Giornalista professionista, scrive di questioni islamiche per le pagine di cultura del Sole24Ore, il supplemento Io donna del Corriere della Sera, il settimanale Vanity Fair e il bimensile di politica internazionale East. Collabora a Radio Popolare, Radio24 e Radio Svizzera.
Come regista ha realizzato il cortometraggio Out of place (Skytg24, agosto 2009) e il reportage Che ne facciamo di Teheran? (Rainews24, agosto 2008), entrambi realizzati in Israele e aventi tra i protagonisti ebrei di origine iraniana. E’ stata protagonista del documentario Minareto mille punti sulla moschea in fase di costruzione a Colle Val D’Elsa (regia di Pietro Raschillà).
Il 19 giugno 2010 Farian Sabahi è stata insignita del Premio Amalfi sezione Mediterraneo con questa motivazione: “Superare la diversità, saper fare la differenza”. Il video della premiazione lo trovate QUI!
Il 6 giugno 2011 ha ricevuto il premio Torino Libera, intitolato a Valdo Fusi e organizzato dal Centro Pannunzio Associazione di Libero Pensiero, con la motivazione seguente:
«Il Premio intende riconoscere le figure più significative del mondo torinese che hanno realizzato le loro attività attraverso una testimonianza di libertà, di spirito critico,di anticonformismo. Seguendo la migliore tradizione subalpina queste figure hanno saputo guardare oltre le Alpi ,secondo l’esempio che fu di Alfieri e Gobetti, Baretti e Cavour che non espressero mai una cultura “sotto la Mole” ma una cultura cosmopolita,internazionale ed europea. In questo contesto si colloca la premiazione di Farian Sabahi che contribuisce, al di là di ogni manicheismo,in modo davvero laico e scientificamente significativo, a facilitare la comprensione del mondo islamico ,superando ogni schematismo. Farian Sabahi è un esempio di cosa significhi coniugare cultura e liberta ,rigore scientifico ed onestà intellettuale. La sua testimonianza di livello davvero internazionale onora Torino e la sua università di cui è docente».
Se vi siete persi l’intervista a Sottovoce con Gigi Marzullo su RaiUno (28/9/2010) la trovate cliccando QUI!